Mad Men: l’illusione del sogno americano

madmen recensione

Litri di wiskey, New York, le Lucky Strike, le camicie bianche, il perbenismo e il sogno americano. Mixate questi ingredienti e otterrete Mad Men. La serie dove tutto è perfetto, ma solo in superficie.

Mad men è una serie televisiva americana lanciata nel 2007, ideata da Matthew Weiner ,che narra le vicende dei creativi della prestigiosa Sterling Cooper, agenzia pubblicitaria di Madison Avenue.

A far da sfondo un’America burrascosa, puritana, che si trova a dover fare i conti con una società che di li a breve sarebbe cambiata radicalmente. Il boom economico, la guerra in Vietnam, le lotte per i diritti civili, l’assassinio di Kennedy e la depressione della borghesia di provincia. Quello che si dipinge in questa serie è un quadro amaro e disincantato di quello che conosciamo come il sogno americano. Sogno che allora, come in fondo anche oggi, spesso di traduce nel desiderio di possedere oggetti. In prodotti che si fanno “portatori di felicità”.

Ciò che ci insegna Don Draper, direttore creativo dell’agenzia e protagonista della serie, è quanto la pubblicità in realtà ci rispecchi. Chi siamo, cosa vorremmo essere, i nostri gusti, la nostra personalità. Come comunichiamo al mondo il nostro status sociale? Attraverso oggetti, beni materiali che siano riconosciuti come oggetti simbolo per la categoria sociale di cui siamo parte.

Cambiano le tecnologie ma la sostanza rimane sempre la stessa: compito dei così detti creativi è ancora oggi quello di comprendere cosa desidera il consumatore, per creare una pubblicità che faccia sognare e bramare l’oggetto pubblicizzato che una volta acquistato non solo soddisferà un “bisogno” ma creerà felicità.

La pubblicità è basata su una sola cosa, la felicità. E sai cos’è la felicità? È il profumo di una macchina nuova. È la libertà dalla paura. È un’insegna al lato della strada che ti grida rassicurante che qualsiasi cosa tu stia facendo va bene. Che tu vai bene.

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©lasvegasweekly

3 motivi per cui dovresti guardare Mad Men (se ancora non lo hai fatto)

Fare un tuffo nel passato.

Gli appassionati di tutto ciò che è vintage non possono certo perdere questa serie, una vera e propria chicca che saprà catapultarvi negli incredibili anni 60. Dagli abiti, alle innovazioni tecnologiche, passando attraverso pubblicità e aziende che hanno in qualche modo fatto storia.

Peggy Olson e l’emancipazione femminile.

Gli uomini della Sterling e Cooper sono maschilisti, abituati a vedere la donna vestire i panni di casalinga, moglio o al massimo segretaria. Uomini che agiscono in una società fortemente misogina e discriminatoria. Ma Peggy Olson, personaggio di punta della serie, riesce a sdoganare lo stereotipo e a far carriera. Da semplice segretaria diviene stimata copywriter, senza però dimenticare di essere prima di tutto una donna … chapeaux!

La musica

E che musica! Una colonna sonora di tutto rispetto, ricercata, a tratti pop ma di un certo livello. Brani scelti non a caso, che riescono a valorizzare le scene, ad incrementarne il significato. Una sorta di Juke box che farà sicuramente breccia nel vostro cuore, ne sono sicura.

About

Sognatrice incallita, vivo con la testa fra le nuvole (non è un caso se appunto tutto). Credo nel potere terapeutico di una buona pizza e di un film di Woody Allen.

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