Sindrome dell’epoca d’oro | Midnight in Paris

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La nostalgia è negazione, negazione di un presente infelice. E il nome di questo falso pensiero è sindrome epoca d’oro, cioè l’idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo. Vedete, è un difetto dell’immaginario romantico di certe persone che trovano difficile cavarsela nel presente.

Avete mai immaginato di vivere in un’epoca diversa dalla vostra e di averne nostalgia?
A me sì, ecco perché il protagonista di questa storia mi è così affine.
Camminare sotto la pioggia a Parigi negli anni ’30, la musica Jazz, gli abiti, gli artisti in continuo fermento …

Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo sarà sempre un mistero per me! 

Molto probabilmente è una sorta di circolo vizioso, proprio come si vede anche nel film Midnight in Paris.
Chi vive ai giorni nostri magari preferirebbe aver vissuto alla corte di Maria Antonietta o essere un soldato dell’antica Roma, oppure uno studente del ’68.
Ma anche uno studente vissuto realmente negli irrequieti anni ’60 potrebbe aver desiderato di vivere in un’epoca diversa dalla sua.
Ed è quello che fa anche Gil, il protagonista di questa rocambolesca storia (anche se, a dir la verità, la vera protagonista è Parigi). 

LA TRAMA | MIDNIGHT IN PARIS

Durante un viaggio a Parigi, Gil, in piena crisi creativa, allo scoccare della mezzanotte trova tutto quello che desidera: finisce a una festa con Zelda e Scott Fitzgerald, a bere con Hemingway, a far leggere il suo romanzo a Gertrude Stein, a innamorarsi della musa di Picasso e a parlare della paradossale situazione che vive con i surrealisti  Dalì e Man Ray. Saltando avanti e indietro nel tempo, Gil realizza gradualmente tutte le insoddisfazioni della sua vita.
Il presente non ci piace (quasi) mai, perchè è più difficile e imprevedibile mentre il passato vive di ricordi, di malinconia per questo risulta anche più affascinante,

ma alla fine (come cerca di dirci anche Allen con questo film) la cosa migliore da fare è cercare di vivere il presente al meglio, e apprezzare il più possibile tutte le cose che abbiamo nel preciso momento in cui le viviamo e fare del nostro presente, l’epoca d’oro.

About

Sognatrice incallita, vivo con la testa fra le nuvole (non è un caso se appunto tutto). Credo nel potere terapeutico di una buona pizza e di un film di Woody Allen.

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