The true cost: addio fast fashion!

the true cost

The true cost: comprare da Zara, H&M & Co. ha un costo decisamente troppo alto.

Questo film parla di vestiti. Dei vestiti che indossiamo, delle persone che li realizzano e dell’impatto sul nostro mondo. È una storia di avidità e paura, potere e povertà. È complessa perché comprende tutto il mondo. Ma è anche semplice, mostra semplicemente quanto siamo legati a tante mani e tanti cuori dietro ai nostri vestiti. Mi sono avvicinato a questo tema senza alcuna esperienza nel campo della moda, iniziando solo con qualche semplice domanda. Quello che ho scoperto ha cambiato per sempre il mio modo di pensare a quello che indosso e la mia speranza è che possa avere lo stesso effetto su di voi.

Prima di guardare uno dei documentari più chiaccherati degli ultimi mesi ho tentennato.

Temporeggiavo perché sapevo che sarebbe stata una visione che in qualche modo avrebbe cambiato il mio modo di vedere le cose. E così è stato.

Che dietro la così detta “fast fashion” si celasse un mondo che di etico ha ben poco, non è un mistero. Ciò che fa questo documentario è “semplicemente” metterci di fronte ad una realtà che ci riguarda in prima persona, una realtà che necessita di un cambiamento che può (e deve) partire prima di tutto dalle scelte che decidiamo di prendere quotidianamente.the true cost

The true cost è un documentario diretto da Andrew Morgan e co-prodotto da Livia Firth, la moglie del nostro adorato Mr. Darcy aka, Colin Firth.

90 minuti di film in cui si affronta la tematica del consumismo legato alla fast fashion da diversi punti di vista.

Protagoniste sono le interviste a persone che gravitano attorno al mondo della moda sostenibile. Persone come Safia Minney che ha fondato uno dei brand sostenibili più famosi al mondo, People Tree.

Il documentario dunque cerca di dare spazio a voci diverse, psicologi, professionisti del settore e persone comuni che si trovano a lavorare in condizioni disumane per pochi centesimi al giorno; sino al racconto straziante della tragedia legata al crollo dell’edificio di Rana Plaza.

Penso che uno dei problemi del modello attuale è che ruota tutto attorno al profitto. E non prende in considerazione “questo costo a quale costo?”. Il costo d’inquinare l’acqua; della manodopera; dei contadini che non hanno accesso all’istruzione o alla sanità. Non abbiamo tenuto conto di quale sia il vero costo.

The true cost | Cosa possiamo fare concretamente?

È errato pensare di essere in qualche modo costretti a seguire la corrente. Esistono delle alternative alla fast fashion che non danneggia solamente l’ambiente o i lavoratori sottopagati. Danneggia anche le nostre finanze.

Quello che ci invita a fare questo documentario è pensare ma soprattutto agire. Scegliere la qualità invece della quantità.

Il che non significa dover spendere cifre esose solo per un capo. Esistono delle alternative, come l’artigianato e il vero made in Italy, oppure il mercato. O ancora alternative tech come l’app Depop.

The true cost è un film difficile da digerire, ma che tutti dovrebbero vedere per scegliere consapevolmente.

About

Sognatrice incallita, vivo con la testa fra le nuvole (non è un caso se appunto tutto). Credo nel potere terapeutico di una buona pizza e di un film di Woody Allen.

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